Successione legittima e successione necessaria: sembrano la stessa cosa, ma non lo sono
Data pubblicazione: 25 settembre 2026
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Quando si parla di eredità ci sono alcune parole che utilizziamo spesso come se fossero sinonimi.
Eredi legittimi.
Eredi legittimari.
Successione legittima.
Successione necessaria.
Sembrano concetti molto simili. In realtà indicano situazioni differenti e comprenderne la differenza è uno dei primi passi per iniziare a ragionare seriamente sul proprio passaggio generazionale. E vorrei partire proprio da qui.
Con questo articolo inizia infatti un percorso nel quale cercherò di raccontare il tema della successione e del passaggio generazionale nel modo più semplice possibile. Non soltanto dal punto di vista giuridico. Parleremo di famiglia, immobili, investimenti, aziende, fiscalità e soprattutto delle conseguenze concrete che determinate scelte possono avere sulle persone che rimarranno. Perché conoscere le regole è importante. Ma pianificare significa qualcosa di più.
Partiamo dalla domanda più semplice: cosa succede se non faccio testamento? Se una persona viene a mancare senza aver lasciato un testamento, è la legge a stabilire chi viene chiamato all'eredità. È quella che viene definita successione legittima. In termini molto semplici possiamo quindi dire: se non decidiamo noi attraverso un testamento, intervengono le regole stabilite dalla legge. A seconda della situazione familiare, possono essere chiamati alla successione il coniuge, i figli e, in loro assenza o in concorso in determinati casi, ascendenti, fratelli, sorelle e altri parenti secondo le regole previste dal Codice civile. Questi soggetti vengono comunemente indicati come eredi legittimi perché la loro chiamata all'eredità deriva dalle regole della successione previste dalla legge. Ed è qui che nasce una delle confusioni più frequenti. Erede legittimo e legittimario non sono la stessa cosa. Facciamo un esempio molto semplice. Immaginiamo una persona non sposata, senza figli e senza genitori, che abbia soltanto un fratello. Se questa persona morisse senza testamento, il fratello potrebbe essere chiamato all'eredità secondo le regole della successione legittima. Ma questo non significa che il fratello abbia sempre diritto a ricevere una parte del patrimonio. Perché il fratello non è un legittimario. Se invece quella stessa persona avesse predisposto un testamento valido, in assenza di legittimari potrebbe disporre liberamente del proprio patrimonio anche a favore di altre persone. Questa differenza è fondamentale.
Chi sono allora i legittimari?
Il nostro ordinamento protegge in modo particolare alcuni familiari. Sono, in sintesi, il coniuge, i figli e, quando mancano i figli, gli ascendenti, secondo le condizioni previste dalla legge. A questi soggetti è riservata una determinata quota del patrimonio, la cosiddetta quota di legittima o quota di riserva. Ed è qui che entriamo nella cosiddetta successione necessaria. Anche in presenza di un testamento, infatti, non possiamo semplicemente ignorare i diritti che la legge riconosce ai legittimari.
Esiste una parte del patrimonio che deve rispettare questi diritti e una parte, invece, della quale possiamo disporre liberamente: la cosiddetta quota disponibile. Facciamo ancora un esempio.Una persona sposata con un figlio non può semplicemente scrivere nel proprio testamento:“Lascio tutto a un amico.”Coniuge e figlio sono legittimari e la legge riserva loro determinate quote. Questo non significa però che il testamento sia inutile. Tutt'altro. Significa che bisogna conoscere quale parte del patrimonio è riservata dalla legge e quale parte possiamo invece utilizzare per realizzare le nostre volontà. Ed è proprio qui che comincia la pianificazione.
Conoscere le percentuali non significa aver pianificato
Questo è probabilmente il concetto al quale tengo maggiormente. Immaginiamo un patrimonio composto da: una casa, alcuni investimenti finanziari, della liquidità e magari una partecipazione in un'azienda. Sapere che a una determinata persona spetta una certa percentuale è certamente importante. Ma non risponde ancora alle domande più interessanti. Chi riceverà la casa? Chi avrà bisogno della liquidità? Chi sarà in grado di continuare l'azienda? Gli investimenti sono adatti alle esigenze di chi li riceverà? Ci sono figli minorenni? Vogliamo proteggere una persona che non avrebbe automaticamente determinati diritti successori? È in questo momento che smettiamo di parlare soltanto di successione e cominciamo a parlare di passaggio generazionale.
Il passaggio generazionale non riguarda soltanto gli immobili
Spesso associamo l'eredità alla casa di famiglia. Ma un patrimonio può essere molto più complesso. Può comprendere immobili, conti correnti, fondi, ETF, obbligazioni, polizze, partecipazioni societarie, aziende e altri beni. E ogni componente può avere caratteristiche, conseguenze e problematiche differenti. Pensiamo, per esempio, a un imprenditore con due figli, ma con uno soltanto dei due coinvolto nell'azienda di famiglia. Dividere matematicamente un patrimonio significa necessariamente aver garantito la continuità dell'impresa? Non necessariamente. Per alcune situazioni imprenditoriali esistono inoltre strumenti specifici, come il patto di famiglia, che consente, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge, di affrontare il trasferimento dell'azienda o delle partecipazioni ai discendenti e i diritti degli altri legittimari. Ed è uno degli argomenti che approfondiremo in questo percorso.
E poi c'è il fisco
Anche questo sarà un capitolo importante. Quando un patrimonio viene trasferito agli eredi non dobbiamo considerare soltanto chi riceverà cosa, ma anche quali saranno gli effetti fiscali. L'imposta di successione dipende, tra gli altri elementi, dal rapporto di parentela, dal valore trasferito e dalle franchigie e aliquote applicabili al caso concreto. Inoltre, una successione può comportare ulteriori adempimenti e imposte, in particolare quando sono presenti immobili. Dedicheremo quindi degli articoli specifici anche a questo tema, perché la fiscalità non dovrebbe essere analizzata quando ormai la successione si è aperta. Dovrebbe entrare nella pianificazione prima.
Un percorso che parte dalle regole, ma arriva alle persone
Nei prossimi articoli partiremo quindi dalle situazioni più semplici per arrivare progressivamente a quelle più articolate. Vedremo cosa succede con e senza testamento, chi sono i legittimari, come funzionano quota di legittima e quota disponibile, cosa accade in presenza di figli minorenni, immobili, patrimoni finanziari e aziende. Parleremo di donazioni, testamento, pianificazione patrimoniale, continuità aziendale e fiscalità successoria .E soprattutto proveremo a farlo attraverso situazioni concrete. Perché il mio obiettivo non è semplicemente spiegare delle percentuali. È provare a capire quali conseguenze quelle percentuali possono avere nella vita reale e quali strumenti possono essere valutati prima per organizzare meglio il passaggio del patrimonio. Perché le percentuali sono la regola. La pianificazione è ciò che facciamo con quella regola.E il passaggio generazionale non comincia quando si apre una successione. Comincia quando siamo ancora noi a poter scegliere.
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