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Quanta liquidità è davvero utile tenere sul conto corrente?

Data pubblicazione: 24 agosto 2026

Autore: Antonio Rivetti

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Quanta liquidità è davvero utile tenere sul conto corrente?

Non esiste una cifra giusta per tutti. La domanda corretta è: a cosa dovranno servire quei soldi e quando? Tenere denaro sul conto corrente dà una sensazione molto semplice: sicurezza. I soldi sono disponibili. Li vediamo. Sappiamo che, in caso di necessità, possiamo utilizzarli immediatamente. Per questo la liquidità è una componente fondamentale di una buona pianificazione finanziaria.

Ma quanta ne serve davvero? La risposta non può essere una percentuale uguale per tutti. 10.000 euro possono essere molti per una persona e insufficienti per un'altra. Dipende dal reddito, dalle spese mensili, dalla stabilità lavorativa, dalla composizione della famiglia, dagli impegni finanziari e soprattutto dai progetti futuri.

Per questo preferisco affrontare il problema partendo da una domanda diversa: “Quando potrebbero servirmi questi soldi?”

1. La liquidità per vivere

Il primo livello è il più semplice. Sul conto deve esserci il denaro necessario per affrontare con serenità la quotidianità: mutuo o affitto, bollette, spese familiari, rate, assicurazioni e tutte le altre uscite ricorrenti. È denaro che ha una funzione precisa. Deve essere disponibile. Non dobbiamo chiedergli di produrre rendimento. Dobbiamo chiedergli di esserci quando serve.

2. La liquidità per gli imprevisti

Poi c'è ciò che non possiamo programmare. Un problema alla macchina. Una spesa importante per la casa. Un periodo di riduzione delle entrate. Una necessità familiare inattesa. È il cosiddetto fondo di emergenza. Anche qui eviterei formule valide per chiunque. Si sente spesso parlare di tre, sei o dodici mesi di spese. Possono essere riferimenti utili, ma la situazione di un dipendente con un reddito stabile è diversa da quella di un libero professionista. Così come quella di una persona senza impegni familiari è diversa da quella di chi ha figli e un mutuo. La quantità corretta è quella che permette di affrontare un imprevisto senza essere costretti a modificare investimenti pensati per obiettivi di lungo periodo. Ed è proprio questa la funzione del fondo di emergenza.

3. La liquidità per ciò che sappiamo già che accadrà

C'è poi un terzo contenitore che spesso viene dimenticato. Sono i soldi che oggi sembrano “fermi”, ma che in realtà hanno già una destinazione. Cambiare automobile tra due anni. Affrontare una ristrutturazione. Pagare gli studi dei figli. Acquistare una casa. Sostenere una spesa importante che sappiamo arriverà. Queste somme non sono necessariamente liquidità in eccesso. Sono capitale destinato a obiettivi vicini nel tempo. Ed è proprio il tempo che manca all'obiettivo a diventare uno degli elementi fondamentali nelle scelte finanziarie.

E tutto quello che rimane?

Qui arriva, secondo me, la parte più interessante. Dopo aver individuato quanto mi serve per vivere, quanto voglio tenere per gli imprevisti e quanto mi servirà per i miei progetti vicini, posso finalmente chiedermi: “Che funzione hanno tutti gli altri soldi?” Se non hanno una funzione immediata e non serviranno nel breve periodo, lasciarli indefinitamente sul conto corrente è comunque una scelta finanziaria. Anche non decidere è una decisione. Nel tempo, infatti, bisogna considerare anche l'effetto dell'inflazione e quindi la possibile perdita di potere d'acquisto del denaro. Questo non significa che tutta la liquidità eccedente debba automaticamente essere investita. Significa semplicemente che merita di essere pianificata.

Prima gli obiettivi. Poi gli strumenti.

Questo è il passaggio su cui insisterei di più. Quando si parla di investimenti si tende spesso a partire dalla fine: “Dove investo?”

Io ribalterei la prospettiva.

Quanto posso investire?

Quando potrebbero servirmi quei soldi?

Per quale obiettivo?

Quanto rischio posso realmente sostenere?

Solo dopo ha senso parlare degli strumenti da utilizzare. Perché un investimento non dovrebbe nascere dalla ricerca del prodotto del momento. Dovrebbe essere la conseguenza di una pianificazione.

Quindi, quanta liquidità dovremmo tenere?

Abbastanza da permetterci di vivere serenamente, affrontare gli imprevisti e finanziare gli obiettivi di breve periodo. Non necessariamente di più. Ma soprattutto non esiste una cifra corretta senza conoscere la persona che c'è dietro quella cifra. Ed è forse questa la domanda con cui vale la pena iniziare: i soldi che oggi hai sul conto hanno tutti una funzione precisa oppure una parte è lì semplicemente perché non hai ancora deciso cosa dovrà fare per te?

Una corretta pianificazione finanziaria parte dagli obiettivi, dal tempo a disposizione e dalle esigenze della persona. Gli strumenti vengono dopo.


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